Emozionanti suggestioni ottocentesche all’ I.P.S.E.O.A Varnelli

Grande successo per la cena spettacolo organizzata venerdì 29 aprile dall’ I.P.S.E.O.A “G. Varnelli” nella splendida cornice del palazzo Bourbon Del Monte, sede della Società Filarmonica Marchigiana. L’ evento dall’affascinante titolo “ La felicità delle donne e le golosità a tavola nell’800”, con note di gusto, suggestioni, ricordi e atmosfere unite in un’unica magnifica esperienza sinestetica, è stato pensato per ricreare suggestioni e atmosfere tipicamente ottocentesche e per far rivivere ai partecipanti un’atmosfera esclusiva, con eleganti dame in abito tondo, musica e balli eseguiti dal vivo, suggestioni, ricordi, sapori del cosiddetto “secolo lungo” e per celebrare la donna a 70 anni dal diritto di voto.
La serata, fortemente voluta dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Sabrina Fondato,800CENA ha visto la collaborazione dell’ Associazione “G. Cerquetelli”, dell’Azienda “Due Cigni” di R. Morganti, dell’ Associazione Cingoli 1848, dell’ Associazione Marche Ottocento della Compagnia di Danza Storica e della Società Filarmonica Marchigiana.
Il ricco menu, magistralmente preparato dagli allievi della classe 4^ C del settore cucina e pasticceria, sotto la guida esperta degli chef Marcello Stefàno e Leonardo Lupinelli, ha allietato i palati dei partecipanti con prelibatezze presentate con sapiente rivisitazione storica: polpette di baccalà in salsa di noci al timballo di cocuzze, polipo lesso con vinaigrette dell’arcipelago toscano alla galantina di Pollanca con gelatina su asparagi, consommè profiteroles, pasticcio di tortelli in crosta al ragù dell’Artusi, darne di salmone in salsa agrodolce con bocche di cavolo ripieno al filetto in crosta su indivia allo zibibbo con pera farcita e scaglie di mandorle. Un’attenzione particolare è stata data alla preparazione delle “golosità” ottocentesche, in 20160430_004456quanto ogni dolce si legava ad una figura femminile di importanza fondamentale per l’800: la Pesca Melba dedicata dal grande chef Escoffier al soprano australiano Nelly Melba, le bocche di dama in onore della Duchessa Francesca Capece, divulgatrice dell’istruzione pubblica nel basso Salento, il baba dedicato alla Regina Maria Sofia di Baviera del Regno delle Due Sicilie, il Massini degustato da Anita Garibaldi durante le battaglie latino americane e per concludere la torta alle amarene e amaretti che Maria Luigia d’Austria si faceva arrivare direttamente da Parigi durante l’ impero napoleonico.
Tutti i piatti sono stati accompagnati da vini pregiati come il Baccius i.g.t. Bianco delle Marche, il Teodoro i.g.t. Rosso Marche, entrambi della tenuta La Murola, per i dolci è stato servito il Colonnara Class. Il servizio ha visto come maestri di cerimonia i professori Gianfilippo Grasselli e Alice Gennari che hanno splendidamente allestito la sala e diretto con maestria gli alunni della classe 4^SA.
Gli ospiti sono stati accolti in abito d’epoca dagli alunni della 3^TA , settore Turistico, abilmente guidati dal Professor Stefano Moscarino e per tutta la serata sono stati intrattenuti con interventi musicali a cura dei Maestri di Musica Mastrolorenzi, Albanesi, Pascucci, Funari e dalle voci dei Maestri Fiorani e Cecchi.
L’Associazione Marche Ottocento della Compagnia di danza storica ha proposto un carnet di balli che hanno spaziato dalla quadrupla al valzer. Gli allievi dell’Istituto cingolano, grazie al sapiente lavoro di ricerca storica dei professori Serenella Santoni, Daniela Barbaresi e Carlo Zilioli, hanno avvicinato gli ospiti al mondo femminile ottocentesco attraverso la lettura di passi scelti di opere letterarie, come “Ragione e sentimento” di Jane Austen , “Jane Eyre” di C. Bronte, Madame Bovary di Flaubert, e di testi di impegno civile e politico delle prime eroine del femminismo come Mary Wollstonecraft, Flora Tristan e l’italiana Anna Maria Mozzoni.
Un Ottocento quindi proposto attraverso le parole, i pensieri, le golosità… e le mille sfaccettature dell’animo femminile. Grande l’apprezzamento dei partecipanti per una emozionante serata che ha consegnato suggestioni, ricordi e atmosfere, allietate da note uditive e gustative, per dare voce a colei che, con le parole di Clemence Robert, solo pochi secoli fa tristemente affermava “ …non una parola che parli di me. Io sono donna.”