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IL BILANCIO DELLO STATO E LA SCUOLA

SNALS  CONF.sal

COMUNICA

Macerata

 

SALA INSEGNANTI-RSU

ALBO SINDACALE

Mensile di informazione culturale, professionale e sindacale. Fuori commercio

 

 

ANNO XXXIX n. 9 Ott. 2018 SEGRETERIA PROV.le SNALS CONF.sal MACERATA via V.C.Guerra n.12 t.0733260274

 

IL BILANCIO DELLO STATO E LA SCUOLA

“SCALDARSI CON LA LEGNA CHE SI HA”

 

In questo mese di ottobre siamo stati sommersi dalle informazioni dei media sul documento programmatico del bilancio dello Stato. Documento importante per conoscere le manovre di spesa che intende fare il Governo per l’anno prossimo e che deve essere presentato alla Commissione Bilancio della UE. Continue dichiarazioni di esponenti politici su questo e su quell’ argomento con continue variazioni e cambiamenti non davano la piena consapevolezza degli argomenti in discussione. Si è dovuto aspettare, giustamente, il documento ufficiale per conoscere le modifiche del nostro sistema sociale ed economico che il Governo ha intenzione di attuare in un prossimo futuro a partire dal 2019 con i dovuti finanziamenti. Non entriamo ovviamente come sindacato autonomo nella valutazione politica generale se non nel nostro settore lavorativo che è la Scuola. Siamo sorpresi nel non vedere MAI nel documento di cui sopra denominato “Def” la scritta SCUOLA con la dovuta attenzione considerata l’importanza che ha la formazione e l’istruzione per la crescita civile e sociale del Paese. Non una parola sul finanziamento da mettere a disposizione della scuola sia per il rinnovo del contratto del personale che, come si sa, scade il 31 dicembre prossimo che per tutti gli interventi di cui l’offerta formativa ha bisogno per superare i problemi derivanti dalla carenza di strutture. Veniamo a sapere che la spesa per l’istruzione in rapporto al Pil passerà nel 2019 dal 3,6% medio nel quinquennio al 3,5%. Se esaminiamo la situazione di altri Paesi europei in testa c’è la Danimarca con il 6,9%, la Svezia il Belgio e la Finlandia  a seguire con la media europea che si attesta al 4,6%.  Così l’Italia si affianca agli ultimi posti insieme alla Bulgaria, Romania e Irlanda. Dobbiamo essere obiettivi nel riconoscere che dal 2008 i finanziamenti per la scuola hanno avuto un continuo, se pur lento progresso, mentre oggi notiamo un arretramento se pur dello 0,1% della spesa per l’istruzione sul Pil. Eppure la Scuola era stata molto in evidenza nei programmi elettorali di chi ci sta governando. Il Ministro Bussetti è convinto che alla scuola non servono fondi aggiuntivi e ha dichiarato in una intervista al Corriere della Sera che “ci si scalda con la legna che si ha”. Purtroppo la legna non è abbastanza per scaldarci tutti e quindi, cari colleghi stiamo “freschi” se aspettiamo l’adeguamento delle nostre retribuzioni al costo della vita. Per non parlare di tanto altro….

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO  —  SI CAMBIA

Un altro pezzo della riforma della buona scuola sta per cadere: il ministro Bussetti, confermando quanto annunciato dal DEF, intende ridefinire il monte ore globale di quelle previste per l’alternanza scuola-lavoro. Confermando gli annunci dei mesi scorsi le ore a tale scopo destinate, coerenti con il percorso scolastico, saranno più che dimezzate rispetto alle attuali: per i Licei da 200 ore a 90, per i Tecnici da 400 a 150 e per i Professionali da 400 a 180. Saranno poi le singole scuole che potranno aumentare la durata come avviene anche ora. I fondi previsti per tale istituto passeranno da 100 milioni di euro a 50 milioni, mettendo in evidenza l’intenzione del governo di rendere i percorsi il più possibile orientativi e di qualità rispondenti anche al territorio di riferimento… con notevole risparmio. Che rientri nel recupero di spesa previsto dalla manovra economica? Sicuramente questi risparmi copriranno l’assegno perequativo degli aumenti stipendiali contrattuali del personale che hanno avuto il finanziamento solo fino al 31 dicembre prossimo.

PERMESSI DIRITTO ALLO STUDIO

Il personale scolastico (docente, educativo ed Ata) con contratto a tempo indeterminato o determinato (con orario intero o parziale) può presentare domanda entro il 15 novembre 2018 per le 150 ore di permesso retribuito per diritto allo studio. . I permessi possono riguardare la frequenza di corsi per conseguire un diploma di laurea o di istruzione secondaria o il titolo di studio della qualifica di appartenenza o professionale.  La domanda va presentata nella scuola in cui si presta servizio il 15 novembre. Ricordiamo che il numero di personale che può usufruire dei permessi studio in ogni provincia non può superare complessivamente il 3% del totale in servizio all’inizio dell’anno scolastico e che la decorrenza del permesso va dal 1° gennaio  al 31 dicembre 2019.

 

PENSIONE A  QUOTA 100

La proposta governativa, ratificata dal Parlamento, dedica due capitoli alla scuola: le modifiche alla normativa pensionistica in vigore (legge Fornero) e le risorse da destinare al nuovo contatto collettivo di lavoro in scadenza il prossimo 31 dicembre. Per il primo punto si prevede nel 2019 la reintroduzione della legge 335/95 cioè l’istituto delle quote date dalla somma dell’età anagrafica (minimo 62 anni) e degli anni di contribuzione (minimo 38 anni), anziché come ora in vigore  di 43 anni e tre mesi di contribuzione per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne indipendentemente dall’età anagrafica. Secondo alcune stime potrebbero essere interessati 55 mila docenti e 30 mila Ata. Per il secondo punto c’è una certa apprensione per il tempo che dovrà passare perché ARAN e organizzazioni sindacali sottoscrivano il contratto per il triennio 2019/2021, in quanto non sono brevi i tempi che occorrono per definire preliminarmente le risorse che il governo metterà a disposizione per gli aumenti contrattuali. Nella nota del DEF le uniche risorse disponibili sono quelle per consentire una copertura economica (vacanza contrattuale) a titolo di anticipazione dei benefici complessivi da riconoscere in sede di rinnovo contrattuale. Il sospetto fondato è che alla fin fine il personale della scuola non avrà un nuovo contratto con effetto dal primo anno di validità.

 

IPOTESI PENSIONI FUTURE

In attesa del testo definitivo e della normativa relativa, alla luce delle notizie diffuse che stanno orientando gli iscritti alla possibilità del pensionamento con la suddetta quota , riportiamo di seguito alcune considerazioni.

Premesso che le uniche certezze per usufruire della quota 100 sembrano essere i requisiti dei 62 anni di età e 38 anni di servizio utile a pensione, nonché le paventate finestre di uscita che sposterebbero il pensionamento di fatto di 4 mesi, analizziamo di seguito le situazioni che si potranno verificare per i vari profili del personale della scuola  relativamente all’aspetto economico.

Gli esempi sono riferiti a soggetti che alla data del 31.08.2019,  sempre se per la scuola verrà rispettata l’unica finestra di uscita , abbiano una età di 62 anni.

Nei  casi analizzati  abbiamo considerato come data di nascita 1.08.1957, sesso maschile, una anzianità utile a pensione di 38 anni al 31.08.2019 comprensiva del pre ruolo e dei riscatti vari.

Per quanto concerne la buonuscita tutti i periodi sono stati considerati utili ex-se o riscattati.

Gli interessati devono tenere conto oltre  la valutazione della convenienza economica (verificabile dal prospetto elaborato  che segue) anche della scelta della qualità della vita e i rapporti affettivi che ognuno vuole condividere a suo modo.

 

In PENSIONE ecco le cifre

Schema elaborato con le ipotesi di pensionamento con quota 100. 

Quota 100 al 31.8.2019: Anzianità’ 38 anni          Liquid.           Anzianità al 31.8.2024: 43 anni    Liquid.

COLL. SCOLASTICO                  Pens. netta euro 1.114,39            48731        anzianità 43:   P.n. euro 1321,65                55143

ASSISTENTE AMM.vo             pens. netta euro 1262,56              56158         anzianità 43:  P.n. euro 1503,86                65347

D.S.G.A                                        pens. netta  euro 1650,98             76646         anzianità 43:  P.n. euro  2020,25               95615

DOCENTE INF. PRIM.              pens. netta  euro 1502,63             69717            anzianità 43:  P.n.  euro 1802,55            78890

ITP                                                  pens. netta  euro  1535,23            71811         anzianità 43: P.n.   euro 1839,58               81260

DOCENTE  MEDIA                     pens. netta  euro 1611,12             73321        anzianità 43:  P.n. euro 1950,59                87087

DOCENTE SUPERIORE             pens. netta: euro  1686,83           76969         anzianità 43:  P.n.  euro 2018,11               91231

 

 Il calcolo è stato fatto tenendo conto di una anzianità utile a pensione alla data del 31.12.1992 di 11 anni e 4 mesi che permette di avere i 38 anni alla data del 31.08 2019.

Situazione che contemplando in tale anzianità anche il riscatto del periodo di 4 anni della laurea fa si che i docenti della scuola media e del superiore alla data del 31.08.2019 percepiscano uno stipendio corrispondente alla classe 28 e pur avendo 38 anni di servizio non hanno ancora raggiunto la classe 35.

 Anche i D.S.G.A. a causa dell’inquadramento al 1‐09‐2000 alla data del 31.08.2019 percepiscono uno stipendio corrispondente alla classe 28.

 Si è considerato che ai fini della buonuscita tutti i periodi sia utili ai fini dell’IBU o siano stati riscattati.

 Calcoli effettuati con il nostro programma pensioni inserendo manualmente le cifre dei nuovi stipendi.

 I coefficienti di trasformazione utilizzati sono quelli già inseriti nel programma 2016/2018.

 Gli importi della pensione sono stati calcolati senza nessuna penalizzazione e secondo la normativa vigente.

N.B. PER SAPERNE DI PIU’ RIVOLGERSI IN SINDACATO

 

Già in PENSIONE

PENSIONI 2019 /2021- NUOVI COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE

Con il decreto del 15.05.2018, il Ministero del Lavoro ha operato la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo e questo comporterà importi di pensioni più basse a parità di età e di contributi versati. I coefficienti corrispondono alla percentuale relativa al montante contributivo che determinerà l’importo della pensione secondo i requisiti dell’età e dei contributi raggiunti dal lavoratore alla data del pensionamento. I coefficienti riguardano solo le pensioni o le quote di pensione rientranti nel sistema contributivo ma influiscono anche sulla quota contributiva nel sistema misto e retributivo.

L’importo minore della pensione dipenderà dalla consistenza della quota contributiva. Più consistente cioè sarà la perdita sulla quota contributiva per coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996  (quindi calcolo con sistema totalmente contributivo) e chi ha iniziato a lavorare dal 1978 al 1995 calcolo con sistema misto (non avendo i 18 anni richiesti al 31/12/1995). Ad esempio riportiamo la tabella:

Stralcio esemplificativo della tabella dei coefficienti
Età Coefficiente trasformazione 2016/2018 Coefficiente di trasformazione 2019/2021
61 4,719% 4,657%
62 4,856% 4,79%
63 5.002% 4,932%
64 5,159 5,083%
65 5,326% 5,245%
66 5,506% 5,419%
67 5,700% 5,604%

 

PROGRAMMAZIONE RETE SCOLASTICA a.s. 2019/20

Il 23 di ottobre u.s. c’è stato un incontro in Provincia del presidente, il dirigente di settore con i sindacati presenti Snals e Cisl, al fine di esaminare le proposte presentate dai Comuni e dagli Istituti scolastici di II°  grado. I due sindacati hanno denunciato, inizialmente la grave situazione degli organici in provincia in particolare quelli del personale Ata nei territori colpiti dal sisma. In queste condizioni diventa impossibile introdurre modifiche all’offerta formativa. Inoltre lo Snals valuta positivamente la proposta di attivare l’indirizzo quinquennale professionale “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale” a San Severino in quanto a Corridonia mancano i collegamenti di trasporto pubblico locale per gli studenti dell’alto maceratese. Le parti convengono, comunque, sulla opportunità di mantenere la situazione esistente (mancanza progettualità e difficoltà logistiche) e di lasciare alla Regione ogni  altra valutazione definitiva.

 

CONCORSO STRAORDINARIO infanzia e primaria

Il decreto è stato pubblicato sulla G.U. del 26 ottobre u.s. Il concorso, bandito in ciascuna regione, si articola in una prova orale non selettiva e nella valutazione dei titoli. Con molta probabilità le prove orali si svolgeranno dopo Natale. Adesso si è in attesa che ciascuna Regione emani il bando del concorso. Per i  posti comuni possono partecipare al concorso i docenti con diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 o con diploma sperimentale a indirizzo linguistico e i laureati in Scienze della Formazione Primaria che abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici presso le scuole statali, almeno due anni di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuativi, sia su posto comune che di sostegno. Per i posti di sostegno possono partecipare al concorso i docenti che, oltre ai requisiti richiesti per i posti comuni, siano in possesso dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno.

La domanda di partecipazione per una o più procedure concorsuali è unica e da presentare in una sola regione entro il trentesimo giorno successivo alla data iniziale indicata nel Bando per la presentazione delle domande. La prova orale ha una durata massima di 30 minuti e consiste nella progettazione di un’attività didattica, comprensiva dell’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche, metodologiche compiute. La commissione accerterà la conoscenza della lingua straniera. Altre informazioni presso il sindacato.

 

DOCENTI  DIPLOMATI  MAGISTRALI

entro l’anno 2001/2002

I diplomati magistrali in possesso di titoli conseguiti entro l’anno 2001/2002 che hanno contratti a tempo indeterminato o determinato con scadenza al 31 agosto 2019 e che hanno perso la loro causa contro il TAR del Lazio, vedranno trasformato il rapporto di lavoro dal 31 agosto al 30 giugno 2019. Tutte le pronunce confermano il non diritto dei diplomati magistrali di essere inclusi nelle graduatorie ad esaurimento (GAE). Il Miur ha sollecitato i Direttori regionali a monitorare costantemente le sentenze sfavorevoli dei ricorrenti per formalizzare con apposito decreto, entro 120 giorni, la risoluzione dei contratti già stipulati con i soggetti destinatari di sentenze di rigetto. I docenti di ruolo abilitati magistrali vedranno annullato il contratto stipulato fino al 31 agosto e subito trasformato fino al 30 giugno. I diplomati magistrali inseriti nelle GAE di II fascia vedranno confermata la supplenza fino al 30 giugno. La presenza nelle GAE con il solo diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002, dopo accertamento dell’inesistenza del diritto all’inclusione, comporterà la decadenza della presenza nelle GAE, pur mantenendo il diritto di essere iscritti nella II fascia delle graduatorie d’istituto.

 

DIRIGENTE SCORRETTO

Può succedere che un Dirigente scolastico si rivolga abitualmente in modo scortese e maleducato nei confronti del personale alzando la voce e minacciando chi osi contraddirlo. Il comma 4 dell’art.16 del  CCNL per i Dirigenti scolastici prevede la sanzione pecuniaria da un minimo di 150 ad un massimo di 300 euro per i casi di condotta non conforme ai principi di correttezza verso i dipendenti negli ambienti di lavoro e, qualora tali condotte siano ripetute, l’Ufficio per i provvedimenti disciplinari dell’USR può prevedere la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio senza retribuzione da 3 giorni fino a 6 mesi. Per fortuna che tali figure dirigenziali stanno scomparendo anche se sono sempre state  talmente rare.

SANZIONI DAL DIRIGENTE

In base alle norme contenute nel DLgs 297/94, tuttora valido, è preclusa al Dirigente scolastico la possibilità di sanzionare un docente applicando la sospensione dal servizio. La competenza disciplinare del Dirigente scolastico non va oltre all’applicazione dell’avvertimento scritto o della censura.

DOVERE DI OBBEDIENZA AL SUPERIORE

Di fronte all’obbedienza di un Dirigente scolastico tendente a “imporre” supplenze eccedenti l’orario senza retribuzione, occorre ricordare la sentenza della Corte dei Conti della Lombardia (sent. n.579 del 30/9/2005) che ha chiarito che non esiste un obbligo di ottemperare ad ordini illegittimi del superiore quale quello di imporre ore ritenute facoltative. A fronte di una motivata e immediata contestazione del docente e ad un reiterato ordine del Dirigente, l’ordine dovrà essere eseguito salvo valutare e intervenire successivamente in via legale.

INDENNITÀ DI MANSIONI SUPERIORI

Un Dirigente scolastico aveva emesso nei confronti di una docente collaboratrice e vicario un provvedimento con cui le assegnava funzioni operative sostitutive anche in sua assenza  con delega alla routine gestionale dell’istituto riconoscendole il compenso per indennità di mansioni superiori svolte. Dopo che il Miur aveva impugnato tale decisione, la docente aveva ricorso fondando la sua richiesta di riconoscimento di maggiori emolumenti sulla natura sostitutiva e non solo sussidiaria e collaborativa delle funzioni dirigenziali con risvolti propri a quelli della figura del Dirigente scolastico. Il Tibunale di Tivoli (sent. n.118/2018), respingendo il ricorso del Miur, ha riconosciuto le ragioni della docente ad avere il pagamento delle indennità di mansioni superiori richiamando l’art.69 del CCNL di comparto (CCNL 4/8/1995) che prevede che al personale docente incaricato dalla dirigenza e al docente vicario che sostituisce a tutti gli effetti il capo d’istituto per un periodo superiore a 15 giorni nei casi di assenza o impedimento…è attribuita per l’intera durata dell’incarico e della sostituzione, una indennità pari al differenziale dei relativi livelli iniziali di inquadramento.

 

ORARIO RIDOTTO

Nelle prime settimane di lezione la scuola può funzionare ad un orario ridotto (es. 3-4 ore al giorno) rispetto al normale orario settimanale. La scelta dell’orario ridotto può essere deciso dal Consiglio di Istituto. Il dirigente scolastico è quindi tenuto ad organizzare il servizio durante queste settimane in modo da impegnare i docenti per tutto il loro orario settimanale previsto (25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, 22 ore nella scuola primaria e 18 ore nelle scuole di I° e II° grado). Questo significa che il docente è tenuto ad effettuare eventuali supplenze o “interventi didattici ed educativi integrativi” di cui all’art. 28 del CCNL e solo per quelle settimane perché l’eventuale recupero non può essere rimandato ad una o più settimane successive. Ricordiamo che le ore non svolte non possono rientrare fra le attività di aggiornamento, a meno che la contrattazione d’istituto non preveda diversamente. Se dunque il docente non può recuperare le ore non svolte rispetto al suo orario normale di insegnamento settimanale, il recupero si deve comunque ritenere risolto.

ORE ECCEDENTI

A conti fatti, visto che siamo in periodi di vacche magre, si è visto che è più conveniente assumere un supplente precario piuttosto che assegnare le ore eccedenti ad insegnanti di ruolo con orario completo. Infatti, il tribunale di Bologna (sent. pubbl.18/4/2018 n.205/18) ha stabilito che il docente con nomina per tutto l’anno scolastico, ha diritto a ricevere il compenso per le ore eccedenti anche nei mesi di luglio e agosto in contrasto con quanto indicato dal ministero dell’Economia che prevedeva il compenso fino al termine delle lezioni (30 giugno). L’assunzione di precari per svolgere le ore eccedenti comporterebbe un risparmio di circa 50 euro al mese per ogni ora assegnata a un supplente rispetto ad un docente di ruolo: infatti il suo stipendio rimarrebbe fermo alla classe stipendiale iniziale. Inoltre ci sarebbe un ulteriore risparmio di 20 milioni di euro perché le supplenze sugli spezzoni sarebbero pagate fino al 30 giugno anziché il 31 agosto.

PRESCRIZIONE STRAORDINARIO

Chi ha prestato ore aggiuntive funzionali all’insegnamento ha cinque anni di tempo a richiedere il pagamento dello straordinario (Corte di Cassazione sent.947/2010).

 

ORE A COMPLETAMENTO

Un supplente, assunto per 10 ore settimanali in una scuola, riceve la convocazione per ottenere ulteriori 8 ore a completamento di cattedra in una scuola situata a 60 chilometri di distanza. Non esiste alcuna norma che disponga un limite chilometrico tra due spezzoni tale da precludere al docente la possibilità di assemblarli per completare l’orario di cattedra. Fermo restando (Tribunale di Potenza n.2211 del 13/11/2004) il fatto che “fra i due comuni vi sia un collegamento agevole secondo la viabilità ordinaria e tale da non ostacolare l’esercizio dell’attività didattica”.

 

 

ITP Insegnanti Tecnico Pratici – RICORSI una piaga

TITOLO ABILITANTE: SI – NO ?

Gli Insegnati ITP, per i quali i Tar hanno sentenziato definitivamente il valore abilitante del titolo, possono rimanere nelle Gae o graduatoria d’Istituto II fascia, dove invece hanno ottenuto dal Tar la sospensiva vengono inseriti con riserva in attesa della sentenza definitiva. Altri ancora devono essere depennati se hanno avuto, sempre dal Tar o dal Consiglio di Stato, la sentenza definitiva negativa. A questo punto ci chiediamo: siamo o no in una stessa Nazione?

Sentenze contraddittorie distinguono ancora una volta la nostra “incertezza” e la confusione che regna nella scuola. Anche in questa storia degli ITP, così come quella dei diplomati magistrali, si evidenziano un diffuso sentimento di sconforto e di indignazione che derivano dalle decisioni dei magistrati amministrativi (Tar- Consiglio di Stato) e mettono in discussione la certezza del diritto. Oggi preval e una “cultura del ricorso” come strumento per difendere i propri individuali interessi. contro atti amministrativi che, se pur attuano norme di legge,  si vogliono comunque impugnare perché tanto un “fumus boni iuris” non lo si nega a nessuno e così ci si cautela per essere inseriti almeno con riserva sia in una graduatoria così come per la partecipazione ad un concorso. Considerati i tempi lunghi della nostra Giustizia non raramente una “riserva” diventa un diritto di fatto cioè una conclusione accomodante. Tutto questo mette in discussione ogni certezza e la lotta tra poveri arricchisce esclusivamente i vari studi legali.

 

DANNO A SE STESSO

In caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’Istituto scolastico e dell’ insegnante ha natura contrattuale in quanto l’accoglimento della domanda di iscrizione determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge l’obbligo sulla scuola di vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità dell’alunno nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni……..”. La giurisprudenza è ricca di sentenze che riprendono questo assunto. Orbene un bambino della scuola dell’infanzia giocando nel giardino della scuola alla presenza dell’insegnante e di altri compagni, scendendo dallo scivolo, cadeva malamente a terra procurandosi la frattura di un braccio a livello del gomito. A seguito del sinistro la famiglia era costretta a rinunciare ad un viaggio programmato, perdendo le somme spese per l’acquisto dei biglietti aerei e chiedeva il risarcimento dei danni patrimoniali (per spese mediche) e non patrimoniali (per lesione dell’integrità psico-fisica e per “danno morale”) subiti dal figlio e quantificati in Euro 16.979,60 ritenendo che la responsabilità sia dell’Istituto scolastico dal momento che sulla scuola e sui suoi organi incomberebbe un obbligo di vigilanza per effetto dell’iscrizione a scuola. I giudici del tribunale hanno respinto il ricorso perché, pur riconoscendo il vincolo negoziale che impone alla scuola l’obbligo di vigilanza, va rimarcato nel caso concreto che in materia di responsabilità contrattuale il soggetto danneggiato non può limitarsi ad allegare e provare il danno ma doveva indicare anche quali fossero stati gli inadempimenti in cui sarebbe incorso il personale della scuola. Infatti l’obbligo di attivarsi con specifiche prestazioni sorge in relazione a concrete situazioni di fatto non predeterminabili in astratto, ma che il danneggiato deve porre in evidenza per adempiere al suo onere di allegazione. Per tali motivi, il ricorso è stato respinto e la parte attrice condannata a pagare oltre 4 mila euro di spese legali.

INCIDENTI SCOLASTICI:  RESPONSABILITÀ CIVILE

È un tema sempre all’ordine del giorno e sul quale occorre essere pronti ad intervenire perché nonostante le attenzioni e le raccomandazioni sulla vigilanza gli incidenti a scuola sono sempre in agguato. Riportiamo alcune norme di comportamento utili per l’insegnante nei casi di danno subito da un alunno o su di lui procurato da un compagno.

L’articolo 2048 c.c. prevede la responsabilità della scuola (gestore) per “culpa in vigilando”  per i danni patrimoniali subiti dallo studente per mancati provvedimenti disciplinari nei confronti di chi danneggia. Questa norma non si applica quando l’incidente non sia stato causato da comportamento illecito di altro allievo anch’egli soggetto alla vigilanza del personale scolastico, bensì si sia trattato di un semplice infortunio che l’alunno si sia procurato da solo. In tal caso la scuola sarà esente da responsabilità solo provando che l’evento dannoso sia derivato da una causa non ad essa o ad un suo docente imputabile riconducendolo ad un evento casuale, imprevedibile e non evitabile e dopo avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. Infatti l’accoglimento dell’allievo nella scuola determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, da cui sorge in capo all’istituto un’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e sulla incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso.

Il danno autoprocurato dall’alunno maggiorenne incide sul contenuto della prova liberatoria a carico dell’insegnante ed è in generale sufficiente ad integrare il caso fortuito, per essere stato l’evento posto in essere da persona che non necessita di vigilanza alcuna (eccetto che per attività materiali correlate ad un insegnamento tecnico) poiché munita di completa capacità di discernimento tale da far presumere la non prevedibilità della condotta dannosa posta in essere, salvo prova contraria da fornirsi da parte del soggetto danneggiato.

 Ci torna utile a questo punto ricordare un vademecum redatto dall’Ufficio Scolastico del Veneto (Nota n.0012053 del 21/6/2018) che prevede che i genitori di alunni minori di 14 anni possano autorizzare la scuola a consentire l’uscita autonoma dei figli dai locali scolastici al termine delle lezioni. In tal caso l’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità della vigilanza sia all’uscita che alla salita e discesa dal mezzo di trasporto. Secondo il dispositivo il Dirigente scolastico potrà opporre un diniego motivato in caso di manifesta e macroscopica irragionevolezza dell’autorizzazione presentata dai genitori. 

 

CULPA IN VIGILANDO FUORI DALLA SCUOLA

Un alunno quindicenne viene pestato fuori dalla scuola. In prima battuta il giudice, al quale si sono rivolti i genitori, ha condannato il Miur al risarcimento di 12.000 euro perché per mesi, durante le lezioni, il corpo docente non ha tutelato la vittima evitando che i bulli la dileggiassero e umiliassero con minacce anche di morte. La sottovalutazione della scuola rappresenta quindi una culpa in vigilando. Ora la Corte dei Conti valuterà se si configuri un danno all’erario e all’immagine dell’istituto: se la risposta fosse positiva il Ministero potrebbe rivalersi sul corpo docente.

LA RESPONSABILITÀ  È SEMPRE INDIVIDUALE

Due alunni in gita scolastica sottraevano furtivamente da un supermercato alcuni oggetti ma venivano sorpresi da una sorvegliante e invitati a restituire il maltolto. Il fatto si è concluso con il pagamento degli oggetti rubati e una ramanzina da parte della polizia intervenuta successivamente. Nello scrutinio finale il consiglio di classe decideva di assegnare il sei in condotta a tutta la classe dato che l’atteggiamento omertoso da parte degli altri compagni per coprire i due protagonisti non aveva consentito di risalire ai veri responsabili del furto. I genitori di alcuni alunni incolpevoli ricorrevano al TAR i cui giudici hanno annullato il voto in in condotta generalizzato in quanto la responsabilità del comportamento è sempre individuale e personale e hanno invitato la scuola ad un riesame della situazione estendendo il provvedimento anche agli alunni i cui genitori non avevano promosso ricorso.   

CORSI DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

Come è noto i corsi per la formazione e l’aggiornamento costituiscono un diritto per il personale in quanto funzionali alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità. Ricordiamo che essi sono previsti per tutto il personale in servizio sia quello assunto a tempo indeterminato che a tempo determinato. Riguardo ai permessi per la loro fruizione l’art. 64 del CCNL 2007 (confermato dall’ultimo  contratto), prevede che per i corsi di formazione organizzati dall’amministrazione centrale o periferica o dalle istituzioni scolastiche il personale sia considerato in servizio a tutti gli effetti, con rimborso delle spese di viaggio se essi si svolgono fuori sede. Per fruire dei 5 gg. di permesso, il docente potrà frequentare corsi non organizzati dall’Amministrazione, ma basta che fornisca gli estremi del corso/convegno a cui intende partecipare.

Ribadiamo che le spese sostenute per il viaggio da un docente per partecipare ad un corso di formazione fuori dalla sede  scolastica devono essere rimborsate dall’amministrazione. Ricordiamo che tali spese devono essere opportunamente documentate e non si può utilizzare il bonus-docente.

 

CORSI FORMAZIONE TUTOR DOCENTI e periodo di prova

L’Ufficio scolastico regionale in data 26/10/18 ha emanato un atto n. 21003  relativo alla formazione dei docenti Tutor e all’anno di prova dei nuovi assunti.. Si riferisce all’organizzazione di giornate formative in collaborazione con l’Università rivolte ai Tutor accoglienti dei docenti neoassunti a.s. 2018/19. Tali figure sono individuate dai Dirigenti scolastici sentiti i parere dei rispettivi Collegi dei Docenti. Ogni scuola può indicare massimo tre docenti entro e non oltre il 5 novembre p.v.

Gli incontri formativi per la nostra provincia sono previsti all’I.I.S. Vinci di Civitanova.

In allegato alla suddetta nota viene pubblicata la nota n.18592 del 27/9/18  con tutte le istruzione operative per il periodo di formazione di 50 ore e di prova destinati  ai docenti neo assunti in ruolo dal 1/9/18. I destinatari sono anche gli insegnanti che hanno rinviato l’anno di prova e di formazione per non avere compiuto 180 gg di servizio per qualsivoglia motivo e coloro che abbiano ottenuto una valutazione negativa del primo anno e coloro che hanno avuto il passaggio di ruolo.. I docenti che NON sono tenuti a svolgere l’anno di formazione e di prova sono coloro che hanno superato l’anno di formazione su posto di sostegno e siano passati su posto comune e coloro che sono ritornati nella classe di concorso iniziale o affine per la quale hanno già svolto la prova e la formazione.

 

CONCORSO “RINASCERE CON LA MUSICA, LA DANZA E IL TEATRO”

L’I.I.S. “F. Filelfo” di Tolentino, in collaborazione con il Liceo C. Rinaldini di Ancona e il Liceo Musicale G. Marconi di Pesaro, organizza il concorso:

Inventa la tua musica,la tua danza e il tuo spettacolo teatrale

rivolto a tutti gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, attraverso un bando che sollecita la realizzazione di un balletto o di una performance teatrale, musicale ispirata ad opere d’arte selezionate ed allegate al presente bando. Il tema scelto per il concorso è:

” insieme si può!”

L’iniziativa ha come obiettivo primario la diffusione della conoscenza e della pratica musicale strumentale, della danza e dell’allestimento teatrale, concepite come forma di arricchimento culturale, nonché vuol essere occasione di incontro, di apertura all’altro, di condivisione di conoscenze e di esperienze tra ragazzi provenienti da realtà scolastiche diverse, ma uniti dalla passione per l’arte.

L’iscrizione deve essere effettuata entro e non oltre il 18 dicembre consegnando la scheda di

iscrizione allegata al bando compilata in ogni sua parte tramite posta elettronica o raccomandata (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo: I.I.S “F. Filelfo”, Piazza Don Bosco 12, 62029, Tolentino (MC) o al seguente indirizzo di posta elettronica: mcis00300e@istruzione.it

Chiedere informazioni nella sede di Tolentino

 

150 ANNI ALL’AGRARIA DI MACERATA

Si è svolta all’Istituto Tecnico Agrario di Macerata una grande festa per celebrare i 150 anni dalla sua fondazione. La preside prof.ssa Antonella Angerilli ha accolto gli ospiti fra i quali numerose autorità cittadine e nella introduzione ai festeggiamenti ha sottolineato l’importanza della presenza di una scuola punto di riferimento nella storia sociale ed economica del territorio che consente una formazione professionale sempre adeguata alle moderne tecniche agricole. Lo Snals partecipa alla ricorrenza di questa realtà cittadina e provinciale esprimendo i migliori auguri di un costante progressivo sviluppo.

 

ASSEGNAZIONE ALLE CLASSI

Con il calo degli alunni (specie nelle secondarie di II grado) molte scuole sono state accorpate in unico istituto per cui i Dirigenti scolastici sono costretti ad assegnare ai docenti cattedre anche collocate in comuni diversi. E ciò anche a causa dell’istituzione dell’organico dell’autonomia e all’unificazione dei codici meccanografici dei plessi in quello della scuola di cui fanno parte. Può succedere quindi che docenti in vetta alla graduatoria d’istituto del singolo plesso  siano costretti a trasferirsi in sedi scolastiche situate in altro comune, pur essendo titolari nell’organico del singolo plesso identificato finora con il suo codice. Allora succede che, in caso di contrazione del numero di classi, il docente primo in gradutoria nel plesso si trovi scavalcato da colleghi nella scuola riunita e quindi sia costretto a trasferirsi con grave pregiudizio per la mancata continuità didattica e per il suo disagio personale.

 

STIPENDIO – QUANTO SI POTREBBE PERDERE DAL 1° GENNAIO 2019

Mentre le forze politiche di maggioranza sono impegnate nella realizzazione delle misure presentate nel DEF, sembra essere caduto nell’oblio il cosiddetto elemento perequativo, introdotto per permettere gli aumenti stipendiali del personale della scuola.

Elemento perequativo

Con il CCNL 2016-18 i dipendenti pubblici hanno ottenuto un incremento stipendiale pari al 3,48%, percentuale questa generalizzata che, di per sé, avrebbe garantito l’aumento di 85 euro medi lordi mensili soltanto a coloro i quali percepiscono stipendi alti.

Considerate le retribuzioni del personale della scuola, l’incremento del 3,48% non era sufficiente (e non lo è tuttora) ad assicurare l’aumento suddetto, ragion per cui è stato introdotto l’elemento perequativo.

Fin qui nessun problema, se non per il fatto che le risorse “mancanti”, ai fini del raggiungimento dell’aumento di 85 euro,  sono state stanziate per il solo 2018.

Legge di Bilancio 2019

Stando a quanto detto sopra, è chiaro che l’elemento perequativo debba essere rifinanziato, nella legge di Bilancio, per non far perdere gli aumenti ottenuti.

Quanto si perde

Gli insegnanti con minor anzianità di servizio, ad esempio, potrebbero perdere, nel 2019, intorno a 20 euro al mese, pari al 25% circa dell’aumento ottenuto nel 2018

Poca cosa, non tale da giustificare allarmismo, afferma qualcuno sui social. Eppure il fatto che un diritto prima concesso viene poi ritirato dovrebbe indurre a riflettere, indipendentemente dall’entità della cifra. Non sarà certo quella somma a incidere sul bilancio di una famiglia, ma qui si sta parlando di un principio, del rispetto di accordi, della considerazione sociale dei lavoratori, della fiducia che i lavoratori possono accordare allo Stato.

IL DEF SI DIMENTICA DEL FINANZIAMENTO DELLA PEREQUAZIONE

Oltre al mancato rifinanziamento dell’elemento perequativo da parte del documento governativo del DEF per il prossimo rinnovo contrattuale, ora si corre il pericolo di un taglio nel 2020/21. Nel Documento infatti  di conseguenza per i redditi da lavoro dei dipendenti pubblici si avrà una riduzione del 0,4% nell’arco del biennio 2020/21. Con l’augurarci un ripensamento o una correzione non ci sarà l’aumento perequativo per il personale scolastico nel 2019 (perdita di circa 20 euro mensili) e un calo nel biennio 2020/21.

Da alcune dichiarazioni del Ministro sembra che il finanziamento per mantenere la perequazione dello stipendio provenga dal risparmio dell’alternanza scuola lavoro (leggi articolo prima pagina).

 

CONCORSO DSGA

Come previsto dalla legge il bando per il concorso a 2000 posti di DSGA dovrebbe essere emanato entro l’anno. I funzionari ministeriali, nell’incontro con i rappresentanti sindacali del 24 settembre u.s., hanno anticipato l’intenzione di prevedere, sempre nell’ambito del concorso pubblico, la riserva di una quota del 20/30% dei posti al personale assistente amministrativo di ruolo in servizio. Di fronte alla richiesta sindacale di avviare un concorso riservato esclusivamente ad assistenti amministrativi, il Miur, per bocca dei suoi funzionari, ha ribadito l’impossibilità di dare corso a tale procedura in assenza di una specifica norma di legge.

 

INCOMPATIBILITÀ

Per il pubblico dipendente non c’è incompatibilità a svolgere un’altra attività lavorativa se la prestazione di lavoro del dipendente non supera il 50% dell’orario contrattuale e non sia in conflitto con gli interessi dell’amministrazione.

SUPPLENZE ANNUALI

Solo supplenze che riguardano posti disponibili e vacanti con scadenza fino al 31 agosto comportano il pagamento dei mesi estivi di luglio e agosto. La Corte di Cassazione (sent. 21167/2018) ha respinto il ricorso di un dipendente scolastico tendente al riconoscimento “estivo” pur avendo un contratto fino al 30 giugno. È stato fatto rilevare che per il conferimento delle supplenze annuali si distinguono quelle su organico di diritto (31 agosto) da quelle temporanee fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) alle quali occorre attingere alle graduatorie permanenti; infine per il conferimento di supplenze temporanee si devono utilizzare le graduatorie di circolo e di istituto.

 

VALUTAZIONE DEI RISCHI attenzione massima

Per la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei dipendenti durante l’attività lavorativa non è sufficiente una relazione del tutto generica ma è necessaria una valutazione che, seppure in modo sintetico, prenda in considerazione in maniera specifica ogni potenziale rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori (Corte di Cassazione, sez.IV penale 14/6/2017)

 

SNALS CULTURA

CONCERTI DI MUSICA

La Segreteria Snals di Macerata, allo scopo di arricchire il parco culturale offerto agli iscritti, propone una iniziativa di musica lirica/classica elaborata dal maestro Adamo Angeletti.

La  proposta dello Snals:

Concerto per violino e pianoforte con musiche di Beethoven, Mozart, Dvorak, Franck

Si chiede ai colleghi di dare una adesione di massima all’iniziativa e solo successivamente, in base alle adesioni, saranno comunicati i costi e le agevolazioni per gli iscritti. Attendiamo le condivisioni dell’iniziativa da parte dei colleghi al fine di poterla concretizzarla.

 

INDIRIZZI DI POSTA ELETTRONICA

Facciamo presente ai nostri iscritti che la posta elettronica per assistenza e informazioni sindacali l’indirizzo è marche.mc@snals.it mentre per quanto riguarda il contatto con la redazione di Snals-Comunica  e la richiesta di  pubblicazione di articoli l’indirizzo è: maceratasnals@gmail.com

Presso le nostre sedi sindacali è disponibile gratuitamente per tutti gli iscritti

l’AGENDA SNALS 2018/2019

 

PROPOSTA CORSO INFORMATICA

Sono ancora aperte le iscrizioni ai corsi di informatica organizzati da una ditta di Macerata riservata agli iscritti Snals per il conseguimento della Patente Europea Computer Standard Certiport  IC3-GS4 riconosciuta ai fini di legge per punteggi e concorsi. I corsi permettono di ottenere diplomi con certificazione IC3-GS4 e consistono in lezioni collettive con docente certificato di 30 ore (minimo 6 iscritti) con sconto Snals del 50%.

E’ possibile anche frequentare un Corso di preparazione individuale con docente certificato (personalizzabile su richiesta) con sconto Snals del 20 % dal costo orario.  Per i costi dei vari corsi rivolgersi in Sindacato.

 

 

ORARIO DI APERTURA UFFICI MACERATA

dal lunedì al venerdì  dalle 9,30 alle 12,30 e dalle  16 alle ore 19

CONSULENZA SCUOLA INFANZIA / PRIMARIA / SECONDARIA / PERSONALE ATA  mattino e pomeriggio    –

  Il Sabato solo su appuntamento con il Segretario provinciale

CONSULENZA PENSIONI

Mercoledì mattino — Venerdì mattino e pomeriggio

CONSULENZA FISCALE

Martedì e Venerdì pomeriggio; ISEE Venerdì pomeriggio su appuntamento

 

CONSULENZA LEGALE E PATRONALE

l’Avvocato riceve presso lo SNALS il giovedì pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 18.00 per consulenza legale gratuita anche in materie extrascolastiche di diritto civile. Per l’assistenza patronale preghiamo i colleghi di rivolgersi per il disbrigo delle pratiche al vicinissimo  PATRONATO.

SEDI DISTACCATE SNALS

►CIVITANOVA MARCHE Piazza S. Marone n. 15 (Tel. 0733/ 815494) lunedì e mercoledì dalle 16,30 alle 18,30.   Sabato dalle 9 alle 13. Il I° Mercoledì di ogni mese sarà presente l’esperto per le pensioni.

TOLENTINO  Piazza Mazzini n.2 (tel.0733962120) Martedì – Giovedì ore 16,30 – 18,30 solo su appuntamento

TESSERAMENTO SNALS-Confsal

L’adesione al sindacato del personale di ruolo in servizio nella provincia avviene esclusivamente mediante sottoscrizione di delega. L’iscrizione per contanti è ammessa per i supplenti temporanei, per aspiranti a supplenze e per il personale di ruolo in servizio in altra provincia e, eccezionalmente, per i pensionati.

Tale iscrizione è valida 12 mesi dalla data di adesione.  Per le quote per l’ iscrizione in contanti chiedere in Sindacato

Il versamento della quota può effettuarsi presso la sede sindacale o tramite bollettino di c.c.p. n. 10406627 intestato a Segreteria Provinciale SNALS di Macerata.

Agli iscritti in regola con il tesseramento, per contanti e/o per delega, è rinnovata l’assicurazione di RC e infortuni.

A tutti si rivolge l’invito ad utilizzare il telefono solo per brevi informazioni.

Delle opinioni espresse negli articoli firmati sono responsabili i singoli autori dei quali si intende rispettare la piena libertà di giudizio.  La collaborazione è aperta a tutti. Si dichiara che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per scopi statutari.

Direttore responsabile: Giovanni Bonvecchi          Indirizzi di posta elettronica :  maceratasnals@gmail.com  – marche.mc@snals.it