Monthly Archives: Gennaio 2019

DA SNALS MACERATA

SNALS  CONF.sal

COMUNICA

Macerata

SALA INSEGNANTI-RSU

ALBO SINDACALE

Mensile di informazione culturale, professionale e sindacale. Fuori commercio

 

Anno XL n.1 Genn. 2019  SEGRETERIA PROV.le SNALS CONFSAL MACERATA Via v.c.Guerra n.12 t. 0733260274

 

A SCUOLA COL GREMBIULE E….

Sono passati un po’ di anni da quando lanciammo l’idea, almeno in via sperimentale, di reintrodurre l’uso del grembiule a cominciare dagli alunni delle elementari e l’obbligo di alzarsi in piedi quando entra il docente e non solo. Erano proposte fatte ai colleghi tra l’altro per evitare distinzioni sull’abbigliamento che può denotare fastidiose differenze di stato sociale fra i bambini e ripristinare quel segno di rispetto e autorevolezza verso i docenti. Allora passammo per anacronistici, retrogradi e abietti conservatori da parte dei colleghi cosiddetti “progressisti”. Abbiamo  sempre combattuto il permissivismo, il lassismo, le degenerazioni comportamentali degli alunni – specie durante le okkupazioni delle scuole –  e portare rispetto per l’insegnante dando una maggiore considerazione sociale alla sua figura e alla sua funzione docente. Siamo andati quasi sempre controcorrente e quello che maggiormente ci amareggiava anche all’interno della scuola era l’indifferenza di gran parte dei colleghi.  Abbiamo sempre criticato il comportamento di quei docenti che credevano di essere, (o credono di essere?) eternamente giovani per avere un buon approccio con gli studenti, mettendosi seduti sulla cattedra facevandosi dare del “TU” dall’alunno. Per questi colleghi era difficile bocciare, così come lo è oggi: tutti uguali evitando di fare differenze e limitando le potenzialità di alcuni allievi ma spendendo ogni energia fisica e didattica per “l’inclusione” perchè nessuno deveva rimanere indietro. Far finta che nessuno abbia problemi e non accettando gli studenti per quelli che sono è semplicemente vergognoso e criminale. Negli scrutini di ieri, ma ancora a quelli di oggi, i docenti vengono a volte “costretti” ad alzare i voti e così un diploma  lo si ottiene facilmente e con poca fatica. Ne va del buon nome dell’Istituto! Ma la Scuola tutta ne sta oggi risentendo negativamente molto di più di ieri. Ma di chi è la colpa di questa situazione? Inutile prendersela di volta in volta con genitori invadenti, con giudici che promuovono chi non merita ma solo per cavilli burocratici, con la società che umilia il docente e infine con i politici che poco considerano chi opera nella scuola. Ma siamo convinti, noi che viviamo nella scuola, di essere immuni da colpe?  Dobbiamo renderci conto che siamo arrivati ad un livello così basso di maleducazione nei comportamenti individualistici, nel vandalismo impunito nella scuola, che è ora di innescare opportune strategie di cambiamento generale. E siamo ancor più convinti che è la scuola l’unico posto in grado di arginare questa deriva sociale che stiamo vivendo per avere un domani migliore. Dove i nostri adolescenti devono imparare il rispetto per le persone e per le cose se non a SCUOLA?! E non sono forse essi i cittadini di domani?

Ecco perché approfittiamo dell’occasione per riportare e fare risaltare le considerazioni dell’assessore Istruzone della Regione Veneto Elena Donazzan per la quale è opportuno restituire autorevolezza ai docenti a cominciare dal rispetto delle buone maniere da parte degli alunni come alzarsi in piedi all’ingresso dei docenti in classe, il corretto abbigliamento a scuola e dare del “Lei” a tutto il personale scolastico. Non serve una legge, sono fondamentali di riferimento anche per ridare dignità ad una categoria che ha perduto l’antica autorevolezza. Lo si vede dal comportamento poco rispettoso degli alunni e dei loro genitori che si permettono di insultare l’insegnante per un brutto voto o dal perduto dare del LEI (fuori dall’ambiente scolastico chi non si è accorto del TU rivolto da giovani commessi/e ai clienti in molti negozi?). Sarà una battaglia difficile ma dobbiamo credere che è solo la Scuola l’unico baluardo per avere una auspicata società migliore attraverso l’educazione, il rispetto delle regole, la disciplina di gruppo e all’autodisciplina comportamentale Oltre al dialogo, alla tolleranza e al rispetto della persona: chiunque essa sia!                      

(gb)

DOCENTE PUBBLICO UFFICIALE?

Dopo gli atti intimidatori e anche le violenze fisiche ai danni di docenti da parte di genitori di alunni che hanno ricevuto un brutto volo o un giusto rimprovero (che negli ultimi tempi sono divenuti quasi una consuetudine), è stato chiesto al Ministero di conoscere se i docenti devono essere considerati pubblici ufficiali. Il Miur  ritiene che l’accertamento  delle responsabilità per il modo, il luogo e il tempo di consumazione di condotte offensive spetti al Giudice Penale che procede ad un’accurata disamina degli ambiti oggettivi e soggettivi di applicazione della particolare fattispecie di reato. Quindi stabilire se l’offesa a un docente nell’esercizio delle sue funzioni possa essere considerato oltraggio a pubblico ufficiale spetta  di volta in volta al giudice in sede giudiziale.

PENSIONE ANCORA SULLA PEREQUAZIONE AUTOMATICA

Abbiamo pubblicato più volte i meccanismi delle perequazioni pensionistiche anche se, crediamo, non è facile essere chiari su una materia già di per sé complessa. Dato che abbiamo ricevuto richiesta di chiarimenti cercheremo di essere più semplici possibile per far capire quando, come e dove le nostre pensioni si adeguano annualmente al costo della vita cosiddetta “perequazione automatica”. Infatti la perequazione non è altro che il vecchio automatismo della scala mobile che adeguava il reale potere d’acquisto all’aumento del costo della vita. Ma come si “adegua” al costo della vita la pensione? Attraverso la rivalutazione calcolata su una percentuale determinata una volta l’anno in base all’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati e ufficializzato con decreto. Per quest’anno è dell’1,1%.

Una premessa da fare: questo “governo del cambiamento” altro non è che la fotocopia dei precedenti almeno per le pensioni medio basse. Dobbiamo però dire che per le pensioni d’oro, cioè quelle superiori a 100 mila euro annui lordi si ritorna ad introdurre una riduzione straordinaria chiamata “meccanismo di riduzione” in particolare per le pensioni che hanno quote calcolate con la regola retributiva mentre quelle liquidate con il sistema contributivo non si toccano e rimangono d’oro. La riduzione delle pensioni, infatti, oltre i 90 mila euro lordi annui ebbero, con il governo Berlusconi (2011), dei “prelievi” graduali con il salire delle prestazioni ma che sono stati dichiarati (i “prelievi”)incostituzionali con sentenza n. 2013 dalla Corte Costituzionale.

Ritornando alla legge di bilancio 2019 riguardanti le pensioni in senso lato precisiamo le novità in essa contenute:

a) aggiornamento dei cosiddetti “coefficienti di trasformazione” che sono le aliquote che trasformano i contributi in pensione; in poche parole chi va in pensione quest’anno o l’anno prossimo avrà una pensione ridotta in media oltre 1% di chi ci è andato l’anno scorso;

b) modifica del sistema di rivalutazione (perequazione) annuale con la riduzione, che durerà tre anni, della pensione oltre le 1540 lorde mensili (gran parte del personale scolastico). La speranza che si aveva era quella di tornare dal 1 gennaio 2019 alle percentuali originarie dopo il blocco della legge Finanziaria del 2014. Ora  invece le riduzioni rimangono, anzi aumentano. L’aumento della pensione verrà calcolato non più per fasce ma sull’intero importo annuo lordo e in percentuale inferiore sempre in riferimento al valore dell’inflazione stabilito dall’Istat del 1,1% nel seguente modo: 100% ( fino a euro1539) in gran parte collaboratori scolastici e personale di segreteria; 97% invece di 99% (fino a euro 2052) in gran parte personale di segreteria e insegnanti; 77% invece di 90% (fino a euro 2565) in gran parte insegnanti e dirigenti); 52% invece del 75% (fino a euro 3078) in gran parte dirigenti scolastici. Non andiamo oltre perché sono cifre che non ci riguardano minimamente.

 

RISCATTO LAUREA AGEVOLATO

Il “Decretone” che comprende quota 100 prevede la cosiddetta pace contributiva che fra le altre agevolazioni fiscali offre anche la possibilità del riscatto di periodi di massimo 5 anni non coperti da contribuzione obbligatoria come ad esempio gli anni di studi universitari. Nel decreto compare la facoltà di riscattare la laurea entro i 45 anni di età  (salirà probabilmente a 50) con lo sconto rispetto al passato del 50% dei costi delle imposte e un risparmio medio del 45% in cinque rate annuali e fino a 60 rate totali. È stato calcolato che, con uno stipendio di 35mila  euro l’anno occorrerà una cifra intorno ai 5mila euro per ogni anno riscattato contro gli attuali 11mila euro. La norma non si applica a chi accede all’uscita anticipata di quota 100 ma solo a quelli ancora in servizio; si possono riscattare solo gli anni di corso dal 1996 in poi. Riteniamo che possa essere una buona opportunità per i docenti per avere un assegno più corposo a fine carriera anche se il periodo riscattato non potrà essere utilizzato per abbandonare prima il mondo del lavoro.  Da seguire l’iter parlamentare del decreto.

DECRETO PENSIONI QUOTA 100: DOMANDE ENTRO 28 FEBBRAIO

Chi ha maturato entro il 31 dicembre 2018 62 anni di età e 38 di contributi potrà chiedere il pensionamento a partire dal 1° settembre 2019.La misura ha carattere sperimentale e varrà per il triennio 2019-2022. Il requisito dell’età anagrafica sarà in seguito adeguato agli incrementi della speranza di vita. Per chi è stato  iscritto a più gestioni previdenziali, e non è titolare di trattamento pensionistico, c’è la possibilità di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti. Per il personale della scuola le domande attese si aggirano sulle 10 mila: ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico al I° settembre 2019 la domanda di cessazione andrà presentata per via telematica entro il 28 febbraio e il trattamento decorrerà  dalla stessa data anche nel caso di prevista maturazione del requisito (pur se il servizio non è prestato), entro il 31 dicembre dell’anno 2019. Il Miur dovrebbe, comunque, fornire apposite delucidazioni nel merito.

Quota 100 è un’opportunità offerta a chi ha veramente necessità di andare fuori dal lavoro anzitempo senza penalizzazioni ma che richiede la conoscenza del fatto che l’assegno che si percepirà sarà inferiore a quello che si percepirebbe con la vecchia legge Fornero e tanto lontano da questo quanti più sono gli anni di anticipo.

  PENSIONE ESPERO – Personale a tempo determinato

Come sappiamo Espero è un fondo pensionistico esclusivamente costituito per il personale della scuola. Ci si iscrive per avere una pensione integrativa a quella statale e il modesto contributo viene ritirato mensilmente dal proprio stipendio. Quindi Espero dà l’opportunità anche agli operatori scolastici non di ruolo, purchè abbiano un contratto di supplenza di durata pari o superiore ai tre mesi, di costituire una posizione previdenziale complementare in modo tale da non perdere questi periodi di lavoro ai fini previdenziali. Importante però è da sapere che l’iscrizione deve avvenire almeno tre mesi prima dalla scadenza del contratto, perciò è importante iscriversi subito una volta assunti con contratto superiore ai tre mesi.

Poco prima della scadenza del contratto il lavoratore avrà la possibilità di:

  1. rimanere iscritto ad Espero, pur in assenza di contribuzione. La contribuzione verrà automaticamente riattivata qualora si ricostituisca un nuovo rapporto di lavoro;
  2. trasferire la posizione individuale presso un altro fondo pensione;
  3. riscattare la posizione maturata.

Se si desidera riscattare (non consigliabile) la posizione individuale, occorre:

  • Scaricare il modulo per il lavoratore pubblico
  • Consegnare il modulo compilato all’ultimo datore di lavoro che si occuperà di sottoscrivere il riquadro 4 del modulo
  • Inviare il modulo a Fondo Scuola Espero – Via Cavour, 310 – 00184 Roma.

Il modulo per il riscatto va compilato dopo la cessazione del rapporto di lavoro con la scuola. Pertanto la scuola dovrà sottoscrivere il riquadro 4 del modulo suddetto se il lavoratore lo richiederà. Altre informazioni presso il sindacato.

PENSIONATI – DECRETO QUOTA “100”

L’approvazione, da parte del CdM, in data 17.01.2019, del decreto “quota 100” ha ampliato per il personale della scuola le possibilità di pensionamento alla data dell’1.09.2019.

Si è provveduto ad approntare una scheda di sintesi di tutte le possibilità, che di seguito, riportiamo:

Sintesi possibilità di pensionamento dall’1.09.2019 per il personale scolastico dopo l’emanazione del decreto “Quota 100” del 17.01.2019
“Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno.”
Tipologia Requisiti Modalità/Condizioni Note
Domande di pensionamento già presentate on line entro il 12.12.2018 con requisiti maggiorati di 5 mesi Vecchiaia:  Uomini /Donne 67 anni età + 20 contr.   Anzianità:  Uomini 43 anni e 3 mesi di contr.                    Donne 42 anni e 3 mesi di contr.   (a prescindere dall’età anagrafica) Requisiti richiesti dal D.M. Miur che aveva già programmato l’aumento dei 5 mesi.
  Vecchiaia Uomini e Donne 67 anni di età Almeno 20 anni di contribuzione D’ufficio se 67 anni al 31.08.2019 A domanda se tra il 1°.09. e il 31.12. 19 Confermato l’aumento dei 5 mesi per l’aspettativa di vita dal 1.01.2019
  Anzianità Uomini   42 anni e 10 mesi di contribuzione Si attendono disposizioni per la riapertura della presentazione della domanda di pensionamento per coloro che non hanno presentato domanda entro il 12.12.2018 causa requisiti maggiorati di 5 mesi   Il D.M. pensioni 2019 del MIUR prevedeva i requisiti di:   – 42 anni e 3 mesi donne   – 43 anni e 3 mesi uomini
  Anzianità Donne   41 anni e 10 mesi di contribuzione
  Quota “100”   62 anni di età 38 anni di contribuzione   *sono fatte salve le disposizioni che prevedono requisiti più favorevoli in materia di pensionamento In via sperimentale per il triennio 2019/2021. Gli statali debbono presentare domanda di pensione all’Amministrazione di appartenenza sei mesi prima della data di pensionamento. Il personale scolastico dovrà presentare, quindi domanda entro il 28 febbraio. Si attendono disposizioni in merito. – Gli iscritti a due o più gestioni previdenziali, non titolari di trattamento pensionistico, possono ai fini del raggiungimento del requisito dell’anzianità contributiva, cumulare i periodi non coincidenti   Divieto di cumulo della pensione quota 100 con redditi da lavoro dipendente e autonomo. Possibilità di cumulare solo redditi da lavoro autonomo occasionale, nel limite di € 5.000 lordi annui.
        Opzione Donne Dipendenti nate entro il 31.12.1960. Requisiti maturati alla data del 31.12.2018.   58 anni di età   Anzianità contributiva pari o superiori a 35 anni.     Prorogata di un solo anno fino al 31.12.2019.   Calcolo totalmente contributivo La penalizzazione, derivata dal calcolo contributivo, sarà decisamente minore che nel passato. Chi l’ha usata precedentemente, in molti casi, rinunciava al calcolo retributivo fino al 2011, avendo 18 anni al 31.12.1995, adesso al massimo al 1995 si hanno 9/10 anni.
    APE Sociale     Requisito anagrafico 63 anni. Requisito contributivo –30 anni disoccupati, invalidi, assistenza familiari handicap. –36 anni altre tipologie compresi docenti materna considerato lavoro usurante. – Bonus sul requisito contributivo di 1 anno per figlio (max 2 anni) per le dipendenti.     Prorogata di 1 anno fino al 31.12.2019.   Indennità entro un tetto di € 1.500 mensili lorde Percepita per 12 mensilità, fino al raggiungimento dell’età per la vecchiaia.   Senza restituzione degli importi percepiti, contrariamente a quanto previsto per l’Ape Volontaria.   Necessità compilazione Mod.AP 116 (aggiornato) da parte del dirigente scolastico che certifica il requisito lavoro usurante.   *Nel caso di assistenza a persona con handicap valutare la convenienza rispetto il congedo biennale  

Visto il numero elevato di docenti ed ATA che aspettavano la definizione di quota 100 per verificare la convenienza o meno di utilizzare tale modalità di pensione, alla luce del testo definitivo, ed al fine di mettere il personale scolastico, nostro iscritto, nella condizione di poter operare una scelta oculata, abbiamo elaborato una tabella di cui riportiamo alcuni dati di confronto tra quota 100 e il pensionamento con le regole della legge Fornero: la prima cifra si riferisce a quota 100 con 38 anni di anzianità, la seconda con 42 anni di anzianità (Fornero) (entrambe arrotondate e mensili nette dall’irpef:  C.S: euro 1114  –  1321. A.A.: euro 1262 – 1503. DSGA: euro 1650 – 2020. Docente Inf e Prim.: 1502 – 1802. ITP: 1535 – 1839. Docenti media: 1611 – 1950. Superiore: 1686 – 2018. Precisiamo che le cifre suddette sono medie rispetto a quelle reali spettanti a ciascun dipendente e sono soggette a modifiche quando uscirà sulla G.U. il decreto deliberato il 17 gennaio. Altri dettagli presso il sindacato.

 

MALTEMPO: SOSPENSIONE O CHIUSURA?

A proposito delle nevicate di stagione molti ci chiedono quali siano le differenze fra sospensione delle attività scolastiche e la chiusura della scuola. Anzitutto diciamo che sia la sospensione che la chiusura anche nei casi di emergenze sanitarie o di pubblica incolumità sono compiti che spettano al prefetto provinciale o al sindaco del comune. Nella sospensione delle attività, assimilabile alle vacanze di Natale o Pasqua, è prevista l’apertura della scuola con lo svolgimento di tutti i servizi tranne le lezioni: per cui il personale ATA si deve recare a scuola (a meno di giustificati motivi previsti dalle norme) ma non i docenti e gli alunni.  Nel caso in cui le attività non sono sospese ma il docente impossibilitato a raggiungere la sede di servizio questi dovrà fruire dei congedi previsti dal Contratto: se è assunto a tempo indeterminato può fruire di 3 giorni di permesso retribuito per motivi personali e di 6 giorni di ferie alle stesse condizioni; se invece è assunto a tempo determinato può fruire di 6 giorni di ferie e 6 di permesso non retribuito per motivi personali.

Nella chiusura della scuola  (per casi di gravi eventi come terremoti o elezioni) è previsto che, oltre agli alunni e docenti, è esentato dalla presenza anche il personale ATA. I giorni di chiusura devono essere assimilati a servizio effettivamente e regolarmente prestato in quanto il dipendente non può prestare la propria attività per cause esterne, predisposte da Sindaci o Prefetti, e tale chiusura deve essere “utile” a qualunque titolo come i 180 giorni per l’anno di prova o la proroga/conferma di una supplenza.

 Al ricorrere di queste situazioni, per effetto delle ordinanze di chiusura delle scuole, è fatta salva la validità dell’anno scolastico, anche se abbiano comportato, un numero di giorni di lezione al di sotto del limite dei 200.

 

SOGGIORNI EX ENAM

Per gli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale (ex Enam) è stato pubblicato sul sito dell’INPS il bando di concorso per i soggiorni nelle “Case del maestro” per la primavera 2019. I soggiorni messi a bando sono 526 e avranno la durata di 6 giorni dal 18 al 23 aprile 2019. Le domande devono essere presente sul sito dell’INPS entro le ore 12,00 del 12 febbraio 2019

 

MOBILITÀ SOSTEGNO

Il docente di sostegno che ha superato il vincolo di permanenza per 5 anni sul sostegno può partecipare alla mobilità per posto comune e se il movimento riguarda lo stesso ordine o grado di istruzione di titolarità, è un normale trasferimento. Il movimento sarà disposto in base al punteggio e quindi non ha diritto ad alcuna precedenza rispetto ai docenti che fanno la stessa richiesta, ma provengono da altra scuola della provincia.

LUTTO

Esprimiamo al collega prof. ANDREA SIDERI, già valido collaboratore presso i nostri uffici, e a sua moglie CRISTINA MORETTI  le condoglianze più sentite per la perdita della cara mamma e suocera

ASSUNTA PIOLO

SCRUTINI DEL I° QUADRIMESTRE

Dallo scorso anno sono entrate in vigore alcune novità che riguardano la valutazione nella scuola primaria e secondaria di I° grado in base al D.lgs n.62/2017 e alle indicazioni riportate nella nota del Miur n.1865 del 10/10/2017.

La valutazione è espressa sulla base dei criteri e delle modalità definite dal collegio docenti ed inserite nel PTOF; è riferita a ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni nazionali e alle attività svolte nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione”; è effettuata collegialmente dai docenti contitolari della classe (scuola primaria) o dal consiglio di classe (scuola secondaria di primo grado); è espressa, per ciascuna delle discipline del curricolo, con votazioni in decimi ed è integrata dalla descrizione del processo formativo (in termini di progressi nello sviluppo culturale, personale e sociale) e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto; le operazioni di scrutinio sono presiedute dal dirigente scolastico o da un suo delegato. La corrispondenza tra valutazioni in decimi e livelli d’apprendimento è deliberata dal collegio docenti nel PTOF.

docenti di sostegno partecipano alla valutazione di tutti gli alunni della classe. Nel caso di più docenti di sostegno, che seguono lo stesso alunno, la valutazione avverrà con un unico voto.

docenti di religione cattolica/attività alternativa alla religione partecipano alla valutazione dei soli alunni che si avvalgono dei predetti insegnamenti.  La valutazione, da parte di tali docenti, è espressa con un giudizio sintetico sull’interesse manifestato e i livelli di apprendimento raggiunti da ciascun allievo.

docenti di potenziamento dell’offerta formativa non partecipano allo scrutinio senza dunque esprimere un voto autonomo e forniscono elementi conoscitivi sull’interesse manifestato e sul profitto conseguito da ciascun alunno che ha seguito le attività da loro svolte.

La valutazione del comportamento è effettuata collegialmente e viene espressa, per tutto il primo ciclo, attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione. È scomparsa quindi la norma che prevedeva la non ammissione alla classe successiva per gli alunni che conseguivano un voto di comportamento inferiore a 6/10.

Il documento di valutazione (periodica e finale) deve riportare  non solo i voti in decimi, ma anche il giudizio riguardante il comportamento e il giudizio volto a descrivere il processo e il livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto.

CONSIGLIO DI CLASSE    –   COMPOSIZIONE ILLEGITTIMA

L’art.5 comma 2 del DPR n.81/2009 stabilisce che le classi iniziali delle scuole di ogni ordine e grado che accolgono alunni con disabilità siano costituite di norma con non più di 20 alunni, salva la possibilità per l’amministrazione scolastica di motivare adeguatamente eventuali diverse consistenze numeriche in misura non superiore al 10% del numero minimo e massimo di alunni per classe previsti. Il provvedimento di un Dirigente scolastico che aveva previsto una classe con 25 alunni di cui due disabili in situazione di gravità, è stato annullato dal TAR Toscana con la sentenza n. 1163/2018. I giudici, pur riconoscendo l’esistenza di margini discrezionali nell’adozione di misure idonee alla realizzazione dei diritti degli alunni disabili, hanno sottolineato che l’eccessivo affollamento della classe avrebbe minato il corretto svolgimento della didattica influenzando l’inclusione scolastica dei minori presenti portatori di gravi patologie.

COLLEGA ASSENTE ALLO SCRUTINIO

Le 80 ore annuali dedicate allo svolgimento e alla partecipazione dei Consigli di classe (40) e alle riunioni dei Collegi docenti (40) fanno parte della funzione docente e rientrano nella normale retribuzione, salvo retribuzione straordinaria oltre le ore suddette.  Invece la partecipazione agli scrutini è dovuta comunque. Secondo noi devono essere retribuite le ore prestate da un docente chiamato a sostituire un collega assente agli scrutini di un Consiglio di classe in cui non svolge attività di insegnamento. Tale sostituzione è da considerare una supplenza a tutti gli effetti.

AMMESSI AL DIRITTO ALLO STUDIO

L’USR Marche ha reso noti gli elenchi definitivi degli aventi diritto alla fruizione dei permessi retribuiti per motivi di studio per la provincia di Macerata. Per l’anno solare 2019 è stato stabilito il numero complessivo dei permessi concedibili a docenti di ogni ordine e grado, al personale educativo e al personale A.T.A. che ammontano complessivamente a 185, pari al 3% delle dotazioni organiche:

Docenti scuola infanzia domande 676 ammessi 3% =  20; Docenti scuola primaria 1.512 ammessi 3% = 46; Docenti scuola media 933 ammessi 3% =  28; Docenti scuola superiore 1.704 ammessi 3% = 51; Personale educativo 40 ammessi 3% = 1; D.S.G.A 47 ammessi 3% = 2; Assistenti Amm.vi 286 ammessi 3% = 9; Assistenti Tecnici 111 ammessi 3% = 3; Collaboratori Scolastici 823 ammessi 3% = 25; Cuochi 10 3% 0; Infermieri 2 3% = 0; Guardarobieri 4 3% = 0; Addetti Aziende Agrarie 4 3% = 0. Gran parte delle domande riguardano al conseguimento di un diploma e della laurea triennale – magistrale.

NUOVO PERSONALE

Il Direttore Generale delle Marche ha, con decreto del 22/1/19, attribuito tre posti ulteriori di assegnazione alla luce del fabbisogno accertato: Convitto Nazionale di Macerata con 2 unità di educatore e l’azienda agraria dell’IIS “Garibaldi” di Macerata con 1 unità di collaboratore scolastico.

LUTTO

La Redazione e lo snals maceratese esprimono le più vive condoglianze alla collega prof.ssa PIGLIAPOCO Giuliana per la perdita del caro papà LUIGI

MOBILITA’ – PASSAGGIO DI RUOLO E PASSAGGIO DI CATTEDRA

. Riteniamo fare cosa utile, date le continue richieste di spiegazioni e considerato  l’avvicinarsi delle scadenze per la mobilità fornire alcuni chiarimenti sui passaggi di cattedra e passaggi di ruolo. Essi sono movimenti che rientrano nella mobilità professionale e il docente che presenta relative domande effettua richieste diverse in relazione alla classe di concorso o al grado di istruzione desiderato. Interessa esclusivamente il personale docente di ruolo

MOBILITA’ PROFESSIONALE

Per partecipare alla mobilità professionale è necessario essere in possesso della specifica abilitazione per il passaggio al ruolo richiesto oppure, per quanto riguarda i passaggi di cattedra, della specifica abilitazione alla classe di concorso richiesta ed è indispensabile aver superato l’anno di prova nel ruolo di appartenenza.

PASSAGGIO DI RUOLO

Il passaggio di ruolo è il movimento che determina la modifica del grado di istruzione di titolarità.

Il passaggio di ruolo determina l’obbligo di svolgere l’anno di prova e la formazione nella sua interezza .

PASSAGGIO DI CATTEDRA

Il passaggio di cattedra è il movimento che determina la modifica della classe di concorso di titolarità, sempre nello stesso grado di istruzione di titolarità.

In seguito al passaggio di cattedra non esiste alcun obbligo in relazione allo svolgimento dell’anno di prova.

Nel caso di presentazione di domanda di passaggio di cattedra per due diverse classi di concorso occorrerà presentare due distinte domande , indicando l’ordine di priorità tra le due richieste.

DOMANDA DI TRASFERIMENTO IN UN PLESSO DI I.C.

Quando si presenta domanda di trasferimento non è possibile esprimere preferenza per singolo plesso di un Istituto Comprensivo ma si deve inserire codice meccanografico dell’intero Istituto. Nel caso di preferenza sintetica, dovrà essere inserito nella domanda il codice identificativo del  distretto o del  comune o della provincia (se si tratta di trasferimento interprovinciale) in cui è ubicata la sede principale dell’Istituto, che è sede di organico. Nel caso di preferenza analitica non si può esprimere preferenza per il singolo plesso, ma si deve inserire preferenza per l’intero Istituto, mettendo nella domanda il codice meccanografico unificato dell’Istituto Comprensivo, che comprende tutti i plessi che appartengono all’istituto, anche quelli ubicati in comuni diversi dalla sede principale

TRASFERIMENTI

Al momento della spedizione del presente giornalino il Miur ancora non ha emanato l’annuale Ordinanza che disciplina tutta la tempistica delle domande da produrre per ottenere la mobilità desiderata.

ESAME DI STATO 2019: IL COLLOQUIO

E’ stato pubblicato in data 18 gennaio 2019 dal MIUR il Decreto Esami di Stato 2019 composto da 5 articoli di cui il 3, 4 e 5 riguardano le scuole con l’insegnamento bilingue

L’art. 2 del decreto disciplina le modalità del colloquio che comprenderà le seguenti sezioni:

  • Trattazione che trae spunto dalle proposte della Commissione (analisi di testi, documenti, esperienze, progetti, problemi)
  • Esposizione dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro
  • Parte dedicata alle conoscenze e competenze maturate nelle attività relative a «Cittadinanza e Costituzione».

Sarà dato ampio spazio al commento delle prove scritte.

La preparazione del materiale è affidata alla commissione di esame a partire da una attenta lettura del documento del consiglio di classe. Nel corso della sessione di preparazione al colloquio la commissione dovrà provvedere, per ogni classe, in coerenza con il percorso didattico illustrato nel documento del consiglio di classe, alla predisposizione dei materiali da proporre in numero pari a quello dei candidati da esaminare nella classe/commissione aumentato di due.

Gli spunti da proporre agli studenti potranno essere:

  • analisi di testi – documenti – esperienze – – progetti – -problemi

Con queste modalità la Commissione verificherà l’acquisizione dei contenuti delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale, anche utilizzando la lingua straniera.

Il giorno della prova, per garantire la massima trasparenza e pari opportunità ai candidati, saranno gli stessi studenti a sorteggiare i materiali sulla base dei quali sarà condotto il colloquio.

Alternanza Scuola Lavoro, Cittadinanza e Costituzione, Clil

Nell’ambito del colloquio, il candidato interno espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (alternanza scuola lavoro).

Una parte del colloquio riguarderà, poi, le attività svolte nell’ambito di “Cittadinanza e costituzione”, sempre tenendo conto delle indicazioni fornite dal Consiglio di classe sui percorsi effettivamente svolti. La commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando però una rigida distinzione tra le stesse.

N.B. Conoscenze e competenze della disciplina non linguistica (CLIL) possono essere accertate in lingua straniera qualora il docente della disciplina coinvolta faccia parte della commissione di esame in qualità di membro interno.

Sia la prima che la seconda prova scritta, da quest’anno, saranno corrette secondo griglie nazionali di valutazione.

CONCORSO DSGA

In data 23 gennaio 2019 il Miur ha comunicato al sindacato il numero di domande pervenute per il concorso Dsg. Risulta a quella data domande perfezionate 50.203, in corso di perfezionamento 16854, inoltrate per convalida 329.

Nella nostra Regione Marche sempre al 23 gennaio 2019 risultano 1117 domande pervenute e quindi la prova selettiva avverrà in regione in data che dovrà essere pubblicata come da bando nella G.U. del 15 marzo prossimo

E’stato ribadito che l’a.s. 2017/2018 non potrà essere considerato valido per quanto riportato nella legge 205/2017.

L’amministrazione ha comunicato, altresì, che il servizio delle scuole paritarie non viene considerato valido ai fini del concorso.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SULL’ASSENZA PER MALATTIA

Se un docente si assenta per malattia o per altro congedo fino al sabato, e il lunedì successivo si riassenta per la stessa tipologia di congedo, la domenica (o il giorno festivo) è ricompresa nell’assenza. Dato infatti che non si può pretendere dal medico che il certificato ricomprenda la domenica, né lo si può chiedere al docente, la scuola non può che attribuire d’ufficio tale assenza. Se invece l’assenza è continuativa ma si riferisce a due istituti giuridici diversi (es. malattia e poi congedo parentale), l’uno fino al sabato e l’altro dal lunedì, la domenica non è da comprendere nel periodo di assenza.

Dal computo sono esclusi i giorni festivi o non lavorativi successivi a quello indicato come finale nella prognosi medica nel caso in cui il lunedì vi sia la regolare ripresa dell’attività lavorativa. Pertanto, affinché non sia computata nel periodo di assenza per malattia la domenica (o il giorno festivo), è necessario che ci sia l’effettiva ripresa del lavoro al termine del periodo di congedo richiesto.

VIAGGIO D’ISTRUZIONE E DOCENTE DI SOSTEGNO

Il “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche”, emanato con il D.P.R. 275/1999, ha configurato la completa autonomia delle scuole e non riveste più carattere prescrittivo anche nel settore delle gite scolastiche e viaggi d’istruzione demandando alle singole scuole la organizzazione e la responsabilità di tale settore della vita scolastica. Spetta quindi agli Organi Collegiali fissare i criteri generali organizzativi di tutte le tipologie di uscita e approvare uno specifico Regolamento. Inoltre il Collegio dei docenti e i Consigli di classe potranno intervenire per la programmazione didattica. La prima cosa da verificare è l’esistenza della disponibilità dei docenti accompagnatori. Senza tale disponibilità nessuna uscita o viaggio potrà essere organizzato perché nessun obbligo è dovuto ai docenti. Se alla gita o al viaggio partecipano alunni con disabilità nulla prescrive che il docente di sostegno debba partecipare perché nessun obbligo è previsto in tali casi. Nel caso di diniego al viaggio del docente di sostegno sarà cura degli Organi collegiali predisporre iniziative e opportune valutazioni per la designazione di qualificato accompagnatore nonché ogni altra misura di sostegno per l’alunno o alunni disabili.

 

PASSAGGIO DI RUOLO

Il passaggio di ruolo dalla scuola primaria alla secondaria rientra nella mobilità professionale: per chi è in possesso dei requisiti può essere chiesto sia mediante preferenza su scuola che su distretto, comune e provincia, e disposto dopo i trasferimenti provinciali di I^ e II^ fase. Non c’è alcuna precedenza per il docente titolare nello stesso Istituto Comprensivo.

 

CONCORSO SCUOLE E CORSO SPECIALIZZAZIONE SOSTEGNO 2018/19

Saranno pubblicati entro il 2019, dopo aver ottenuto il parere non vincolante del CSPI (consiglio Superiore Pubblica Istruzione), i bandi per il concorso e il corso per la specializzazione del sostegno. La legge di bilancio 2019 ha modificato i precedenti requisiti della legge 59/17 per il ruolo di insegnante nella scuola secondaria. Adesso è previsto il percorso tradizionale: concorso – anno di prova e formazione – conferma in ruolo

Al concorso per le scuole dell’infanzia e primaria (10183 posti), che avrà validità biennale, saranno ammessi solo i docenti che vantano due anni di servizio nelle scuole statali dall’anno scolastico 2010/2011 al 2017/2018.

Al Concorso per la scuola secondaria saranno ammessi coloro già in possesso dell’abilitazione per la classe di concorso richiesta, o laurea con 24 CFU, o abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di scuola (in tal caso non sono richiesti i 24 CFU); laurea con 3 anni di servizio svolti negli ultimi otto anni (senza i 24 CFU) Tale beneficio è previsto solo in prima applicazione così come una riserva di posti pari al 10%.

Al concorso per gli ITP occorre il diploma valido per la classe di concorso richiesta senza i 24 CFU fino all’a.s. 2024/25; da quella data occorre abilitazione specifica  o laurea e i 24 CFU. Per i posti di sostegno per ITP i requisiti richiesti sono quelli per i posti comuni più il titolo di specializzazione su sostegno.

Al corso per la specializzazione del sostegno per la scuola di infanzia e primaria  saranno ammessi coloro che sono in possesso di Laurea in Scienze della formazione primaria o diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002; per la scuola secondaria di primo e secondo grado sarà necessaria l’abilitazione all’insegnamento nelle classi di concorso del grado richiesto o laurea e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche oppure, infine laurea con 36 mesi di servizio e senza i 24 CFU.

SNALS CULTURA

CONVENZIONE SNALS  –  VIAGGI

Lo Snals ha stipulato una convenzione con la società “ESITUR TOUR OPERATOR” srl con sede legale a Iesi che prevede per i seguenti servizi agevolazioni e sconto del 10% agli iscritti e familiari dietro presentazione di tessera d’iscrizione al sindacato:

  • prenotazione di biglietti (treni, aerei, traghetti, ecc)
  • supporto ai programmi di viaggio (servizi di intermediazione linguistica, rilascio passaporto, ecc)
  • organizzazione e gestione di viaggi a gruppi di privati
  • servizi vacanze e viaggi di nozze, consulenza turistica, ecc

Indirizzi: Esitour Tour Operator sede di Iesi Corso Matteotti 12

                     Filiale di Macerata presso il Terminal Bus di Piazza Pizzarello

STAGIONE LIRICA 2019 – SFERISTERIO DI MACERATA

COMUNICHIAMO che sono aperte, anche quest’anno, le prenotazioni dei biglietti per la stagione lirica attraverso la Convenzione Snals – Direzione Opera Festival realizzata per il sindacato, come negli anni passati, dalla prof.ssa Gabriella Saretto alla quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

Poiché i biglietti sono già in vendita, è opportuno affrettarsi per ottenere i posti migliori del settore scelto. Chi vuole può acquistare i biglietti fin da adesso telefonando alla collega prof.ssa Saretto Gabriella entro il 30 marzo 2019 al n. 3335443511 .

AGEVOLAZIONI:
Gli  iscritti SNALS   hanno la possibilità:

•  di acquistare biglietti di settore Rosso (50 euro) al prezzo del settore Giallo (25 euro), in posti di gradinata laterale;

•  di acquistare biglietti di ogni settore, ad esclusione dell’Oro e del loggione, con una riduzione del 20% sul prezzo base.

Le opere e le date: Carmen 19 e 28 luglio, 3 e 10 agosto; Macbeth 20 e 26 luglio, 4 agosto; Rigoletto 21 e 27 luglio, 2 e 9 agosto

PROPOSTA CORSO INFORMATICA

Sono ancora aperte le iscrizioni ai corsi di informatica organizzati da una ditta di Macerata riservata agli iscritti Snals per il conseguimento della Patente Europea Computer Standard Certiport  IC3-GS4 riconosciuta ai fini di legge per punteggi e concorsi. I corsi permettono di ottenere diplomi con certificazione IC3-GS4 e consistono in lezioni collettive con docente certificato di 30 ore (minimo 6 iscritti) con sconto Snals del 50%.

E’ possibile anche frequentare un Corso di preparazione individuale con docente certificato (personalizzabile su richiesta) con sconto Snals del 20 % dal costo orario.  Per i costi dei vari corsi rivolgersi in Sindacato.

ORARIO DI APERTURA UFFICI MACERATA

dal lunedì al venerdì  dalle 9,30 alle 12,30 e dalle  16 alle ore 19

CONSULENZA SCUOLA INFANZIA / PRIMARIA / SECONDARIA / PERSONALE ATA  mattino e pomeriggio    –

  Il Sabato solo su appuntamento con il Segretario provinciale

CONSULENZA PENSIONI

Mercoledì mattino — Venerdì mattino e pomeriggio

CONSULENZA FISCALE

Martedì e Venerdì pomeriggio; ISEE Venerdì pomeriggio su appuntamento

CONSULENZA LEGALE E PATRONALE

l’Avvocato riceve presso lo SNALS il giovedì pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 18.00 per consulenza legale gratuita anche in materie extrascolastiche di diritto civile. Per l’assistenza patronale preghiamo i colleghi di rivolgersi per il disbrigo delle pratiche al vicinissimo  PATRONATO.

SEDI DISTACCATE SNALS

►CIVITANOVA MARCHE Piazza S. Marone n. 15 (Tel. 0733/ 815494) lunedì e mercoledì dalle 16,30 alle 18,30.   Sabato dalle 9 alle 13. Il I° Mercoledì di ogni mese sarà presente l’esperto per le pensioni.

TOLENTINO  Piazza Mazzini n.2 (tel.0733962120) Martedì – Giovedì ore 16,30 – 18,30 solo su appuntamento

TESSERAMENTO SNALS-Confsal

L’adesione al sindacato del personale di ruolo in servizio nella provincia avviene esclusivamente mediante sottoscrizione di delega. L’iscrizione per contanti è ammessa per i supplenti temporanei, per aspiranti a supplenze e per il personale di ruolo in servizio in altra provincia e, eccezionalmente, per i pensionati.

Tale iscrizione è valida 12 mesi dalla data di adesione.  Per le quote per l’ iscrizione in contanti chiedere in Sindacato

Il versamento della quota può effettuarsi presso la sede sindacale o tramite bollettino di c.c.p. n. 10406627 intestato a Segreteria Provinciale SNALS di Macerata.

Agli iscritti in regola con il tesseramento, per contanti e/o per delega, è rinnovata l’assicurazione di RC e infortuni.

A tutti si rivolge l’invito ad utilizzare il telefono solo per brevi informazioni.

Delle opinioni espresse negli articoli firmati sono responsabili i singoli autori dei quali si intende rispettare la piena libertà di giudizio.  La collaborazione è aperta a tutti. Si dichiara che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per scopi statutari.                               

Direttore responsabile: Giovanni Bonvecchi          Indirizzi di posta elettronica :  maceratasnals@gmail.com  – marche.mc@snals.it

Pensione con quota 100: un provvedimento atteso ma che non modifica la Legge Fornero

Necessari cambiamenti strutturali che investano nel futuro pensionistico dei giovani e che consentano a tutti i lavoratori un’uscita flessibile dal lavoro.

22/01/2019

Il Decreto Legge che affronta il trattamento di pensione anticipata con la quota 100, introduce in via sperimentale un istituto pensionistico condiviso da molti lavoratori in possesso del requisito o in procinto di raggiungerlo. Rappresenta l’opportunità di uscire dalle gabbie create dalla Riforma Fornero, ma non è affatto risolutivo della Legge stessa, soprattutto per i settori privati, in cui la discontinuità di lavoro e quindi di contribuzione, difficilmente consente di raggiungere i requisiti richiesti.

Nel Decreto è presente il riferimento alla Legislazione specifica della Scuola e dell’Afam, ma il mancato diritto all’uscita dal 1° settembre/1° novembre 2019 potrebbe essere determinato dai tardivi interventi del MIUR e a cascata dalle tardive certificazioni del diritto a pensione da parte dall’INPS.

Per questo personale abbiamo chiesto al MIUR la riapertura delle istanze di dimissioni dal servizio entro il 28 febbraio 2019, come del resto recita il Decreto Legge stesso.

Nel Decreto Legge sono presenti altre disposizioni pensionistiche che riguardano tutti i settori della Conoscenza, anche privati.

Infatti viene prolungato di un anno l’istituto dell’Ape Sociale, vengono estesi i requisiti per l’accesso alla così detta opzione donna, viene ridotta di 5 mesi l’anzianità contributiva per l’accesso alla pensione anticipata con l’introduzione però delle finestre trimestrali

All’articolo 19 del Decreto legge troviamo un provvedimento molto atteso, la proroga di 3 anni per il termine della prescrizione contributiva a carico dei lavoratori dei settori pubblici.

Ad una prima lettura, il Decreto Legge sul reddito di cittadinanza e quota 100, rischia di non essere adeguato alle aspettative degli interessati, anche perché predisposto senza alcun confronto con le parti sociali. 

Nello specifico delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo, la pensione con quota 100 è uno strumento positivo, di flessibilità in uscita, sperimentale per tre anni, che risponde ad alcune specifiche esigenze, ma non modifica in modo strutturale la Riforma Fornero.

Infatti parla a platee ben identificate come gli operai delle grandi fabbriche del Nord e il Pubblico impiego, ovvero a lavoratori con carriere continue nel tempo, non affrontando però in maniera organica il tema della previdenza ed evitando soprattutto di dare risposte alle nuove generazioni e a chi ha percorsi professionali caratterizzati da lavori discontinui, dal lavoro povero e tanta precarietà.

Anche per questo saremo in piazza il 9 febbraio, quando le Confederazioni di CGIL, CISL e UIL insieme alle categorie del lavoro chiederanno al Governo un’inversione di rotta rispetto alle politiche determinate dalla Legge di bilancio

In allegato forniamo una tabella che sintetizza i provvedimenti previdenziali, ma sarà necessaria l’assistenza delle sedi FLC CGIL e del patronato INCA CGIL per l’accertamento dei requisiti e per l’eventuale inoltro delle pratiche all’INPS.

RIAPERTURA ISCRIZIONI DAL 05/02/2019 AL 26/02/2019

RIAPERTURA ISCRIZIONI DAL 05/02/2019 AL 26/02/2019